15/03/08

CELEBRAZIONE DELLA DOMENICA DELLE PALME

La PACE comincia dal cuore...

Con la Domenica delle Palme o più propriamente Domenica della Passione del Signore, inizia la solenne annuale celebrazione della Settimana Santa, nella quale vengono ricordati e celebrati gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù.
Oggi il Signore entra a Gerusalemme osannato ed esaltato dalla folla che lo accoglie con il lancio di rami di ulivo a titolo di affetto e di festosa accoglienza; anche noi ci associamo alla gioia dei Gerosolimitani, poiché stamattina, come raramente si verifica durante l'anno, le nostre chiese
pulluleranno di fedeli che, sgomitando l'uno conto l'altro, tenderanno ciascuno verso l'alto una palma o un ramoscello di ulivo. precedentemente intrecciato e adornato secondo le consuetudini locali.
Tutto ha il sapore della festa in questa mattinata ed è giusto che sia così.
Al termine della Messa, i fedeli portano a casa i rametti di ulivo benedetti, conservati quali simbolo di pace, scambiandone parte con parenti ed amici.

L'ulivo nella bibbia

Nel libro della Genesi troviamo la storia del Diluvio Universale e dell'opera di salvezza di Dio, con l'aiuto di Noè e della sua Arca. Dopo il diluvio, Noè mandò una colomba per vedere se le acque si fossero abbassate; al secondo tentativo la colomba tornò portando nel becco un rametto di ulivo come segno della fine del diluvio e della pace ristabilita tra Dio e l'Umanità (Genesi 6,5 - 22- 7,1-24-8,1-22). (Genesi 8,21; 9,11). Anche i profeti parlano dell'ulivo e lo descrivono come un dono generoso dell'amore di Dio (Amos, Gioele e Michea).

Ricordiamoci che il ramoscello d’ulivo è un simbolo e che ...

La PACE comincia dal cuore...
La pace è dono. Nasce quando il cuore si apre alla sorgente della vera vita. Lo scambio della pace è disponibilità a condividere tutto con i fratelli, soprattutto il dono della fede. Il Signore ci doni di sperimentare la bellezza di essere una sola cosa con Lui, tutti incamminati sulla strada della condivisione, pronti a fare della nostra vita uno strumento di autentica liberazione, incominciando dall’amore fraterno all’interno della nostra casa e comunità che ci aiuta a non cadere nella mentalità egoistica di questo mondo.Il gesto di pace sia impegno nella
fedeltà e accoglienza dell’altro come messaggero di amore e di riconciliazione.


Misericordia e verità si incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
La verità germoglierà dalla terra
e la giustizia si affaccerà dal cielo.

Sei tu, Signore, la nostra pace.



14/03/08

Una passione lunga 40 anni... che continua





Missione agostiniana in APURIMAC 1968 - 2008

CUSCO,12gennaio 2008. Chiesa coloniale della parrocchia di San Jeronimo, sita alla periferia: una struttura imponente nella quale la vetustà dell'edificio, la grossolanità dell'opera edilizia, la maestosità delle pietre intagliate, l'incuria del tempo, la povertà dell'ambiente, la ricchezza e lo scintillio dei retablos di legno dorato si coniugano mirabilmente, offrendo un esempio e dando un'idea precisa dell'arte coloniale dei domini spagnoli in America Latina.

Mons. Domenico Semi, vescovo di Chuquibambilla, conferisce l'ordinazione sacerdotale a P. Seltran e a P.Alexander, e il diaconato a Fr.Julian, tre giovani agostiniani nativi della zona. Partecipo alla cerimonia al lato del Vescovo e penso che non poteva esservi evento migliore per iniziare questo anno 2008,40° dell'arrivo degli agostiniani italiani in Apurimac.

Prima di andare in chiesa passiamo nel vicino cimitero di San Jeronimo dove riposano, fino alla definitiva sistemazione in altro luogo, le spoglie di P. Giuseppe Gualtieri e di P. Ettore Salimbeni. Una preghiera commossa e un ringraziamento sincero: "Grazie P.Giuseppe e P. Ettore! Perché è grazie a voi, alla vostra passione, ai vostri sacrifici, che oggi possiamo celebrare questa festa". Quarant'anni della Missione delle Province Agostiniane Italiane in Apurimac che sono stati un'epoca e un'epopea. Un'epoca perché, solo a guardare le foto dei primi anni della missione, in bianco e nero e sgualcite dal tempo, e a confrontarle con le foto di oggi, ci si può fare un'idea di quanta acqua sia passata nel corso tumultuoso del rio Apurimac. Sembra che siano trascorsi non 40, ma centinaia di anni. Un'epopea, perché difficilmente si potrebbe sintetizzare con altra parola la vita della missione, quello che hanno vissuto e fatto i missionari e le missionarie che si sono succeduti.

Una lunga passione per Cristo, per la Chiesa, per la vita, per il popolo dell'Apurimac per il quale tanta vita è stata data e offerta, tanto amore manifestato, tante energiespese, tanta sofferenza, frustrazione e delusione offerte in olocausto, perché la pianticella della Chiesa locale potesse nascere e crescere.

Le tre ordinazioni sono il segno concreto che la Chiesa locale è nata, sta crescendo e si sta irrobustendo. L'obiettivo che i primi missionari si erano posti nel 1968 si sta raggiungendo e la consegna data loro si sta compiendo. Dove nasce la Chiesa, nasce la speranza per tutti.

Pietro Bellini OSA

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S. Maria in Selva